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Nestore Santa Maria

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Nestore: le ragioni scientifiche perchè gli italiani dicono NO al nucleare PDF Stampa E-mail
Scritto da Nestore   

no nukesSi è tenuto ieri sera presso l'Aioresis Lab, in Piazza Pio XI a Nardò, il Cineforum voluto da Nestore, il Paladino dell'Ambiente e Legambiente per sensibilizzare l'opinione pubblica al rischio, più che concreto, nel territorio salentino della realizzazione di una centrale nucleare o di un deposito per lo stoccaggio delle scorie. Negli ultimi giorni si sono diffuse insistentemente le voci che già si stiano effettuando i carotaggi per sondare il terreno nell'area delle cave nei pressi di Avetrana, all'altezza del confine tra la provincia di Lecce e quella di Taranto.

Da mesi, infatti, la strada che collega Nardò ad Avetrana risulta interrotta al traffico per lavori in corso, con deviazione del percorso di diversi chilometri.

A sentire l'opinione degli esperti dell'Università del Salento, Michele Bianco e Andrea Ventura, intervenuti all'incontro, pare che il feudo neretino sia, per le caratteristiche di stabilità geologica, quindi a basso rischio sismico, un'area appetibile per la realizzazione di un impianto nucleare. Alla proiezione del documentario, realizzato da Legambiente, sulla catastrofe di Chernobyl, è seguita una discussione molto animata, a cui hanno preso parte studenti, rappresentanti del clero, medici oncologi, psicanalisti e comuni cittadini contrari alla scelta del governo di riportare il nucleare in Italia; è emerso che tutti concordano sulla inadeguatezza della tecnologia del nucleare di 3a generazione. Questa tecnologia, considerata l'esperienza dei paesi in cui si è già applicata, risulta enormemente costosa e quindi poco conveniente, al contrario di quanto sostenuto dai rappresentanti del governo. Inoltre, presenta gravi lacune nella gestione delle scorie ed a testimoniarlo è lo scandalo di pochi mesi fa in Francia, dove per anni le scorie non sono state adeguatamente smaltite, anzi sono state utilizzate come riempimento per la realizzazione di stadi, parcheggi e strade. In Germania, dove sono molto attenti alla salute umana e dell'ecosistema, le scorie sono state depositate ad 800 metri di profondità e coperte da sale. Qui, a distanza di anni, si è verificato lo scioglimento del sale e l'inquinamento della falda acquifera. Considerato che le energie rinnovabili ad oggi, ed almeno per i prossimi 30 anni, non consentono una totale autonomia energetica, bisogna continuare ad investire in ricerca, nel nucleare di 4a generazione, nelle rinnovabili, insistere sulla riduzione dei consumi, sulla realizzazione di nuovi edifici che siano per legge energeticamente autosufficienti. Oltretutto, pare assurdo come il governo italiano possa pensare scelleratamente di acquistare dai francesi una tecnologia obsoleta piuttosto che puntare, avendo a disposizione dei cervelli del calibro del Prof. Rubbia, allo sviluppo di una tecnologia propria, magari esportabile. Il professore è stato invece ben accolto con i suoi brevetti in Spagna, nazione che versa in una crisi ben più grave di quella italiana, ma doce non ci si preclude la possibilità di sviluppare tecnologie all'avanguardia. I ricercatori del dipartimento di Fisica dell' Università del Salento, premiati per i loro studi a livello internazionale, ma costretti al precariato in Italia, hanno fortemente pronunciato il loro NO a questa tipo di reattori nucleari, ribadendo, sulla base dei propri studi, che per il futuro si possa puntare sul nucleare di 4a generazione sotto critico, che comporta il bombardamento delle scorie per produrre elementi ad emissione ridotta.

L'Italia ha una grave colpa, negli ultimi 40 anni, si è totalmente disinteressata alla tecnologia nucleare, pur avendo un tradizione in materia di primo livello; ma oggi bisogna pensare al dopodomani, perché il domani è già passato.

 

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