| Bari: Francesco Libetta presenta il suo ultimo cd |
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| Scritto da Nestore | |
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Nestore ritrova Francesco Libetta. Sono buoni Amici Nestore e Francesco, dai tempi in cui condividevano le passeggiate al Parco di Porto Selvaggio insieme al buon Tito , il suo fedele pastore tedesco, battezzato così in onore di Tito Schipa. Ricordi corroboranti, come l'aria salubre di cui i nostri polmoni erano avidi. Ricordi della scorsa estate quando, il 30 giugno, alla masseria Torre Nova, in occasione del Miami Piano Festival si esibì in un concerto a quattro mani con la fascinosa pianista giapponese Jin Ju. Le note della rapsodia in blu di Gherswin riecheggiano ancora morbide ad accarezzare i timpani e l' anima. Nestore, ritrova il Libetta, domenica 21 febbraio presso la Feltrinelli a Bari, in occasione della presentazione del suo ultimo cd, prodotto dalla Nireo, intitolato “Francesco d'Avalos”. Riconosciuto in tutto il mondo come uno tra i più grandi virtuosi del pianoforte, Libetta, suona , descrive e racconta lo stile, la personalità ed il contesto sociale del settantottenne compositore napoletano. Composizioni inedite, piccoli studi e semplici esercitazioni “tirate fuori dal cassetto” , che il Maestro d'Avalos ha voluto dedicare al solista salentino, a conclusione di un loro incontro premiando l'evidente entusiasmo negli occhi di Francesco trovatosi di fronte a quei piccoli gioielli. “Le composizioni del cd possono sembrare ad un primo ascolto, composizioni di Schumann, di Chopin o di Debussy, ma da tanti piccoli dettagli si capisce che sono composizioni moderne di un autore del nostro tempo”, sottolinea il pianista Francesco Libetta, “scrivere in stile ottocentesco per il maestro d’Avalos non vuol dire imitare uno stile passato, ma vuol dire riscrivere con l'idea estetica di quel periodo in un linguaggio che è reso contemporaneo da parole attuali”. A testimoniare il successo dell'appuntamento con la musica colta di Libetta, i numerosi ammiratori, i giovani pianisti, i giornalisti ed i maestri di musica della scuola barese, ai tempi allievi di d'Avalos, che facevano la fila per complimentarsi con il Maestro per questo suo ultimo capolavoro.
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